Pietrasanta

Premio anno 2016

...dalla forma nascosta nella massa materica argillosa. Jorgen Haugen Sorensen

...dalla forma nascosta nella massa materica argillosa.
...dalla forma nascosta nella massa materica argillosa.

"A Jorgen Haugen Sorensen,
per la sua innata capacità di interpretare, scolpendo, i temi fondamentali della vita e della morte dell’amore e della sofferenza umana, per il solido legame di collaborazione con le botteghe artigiane alla realizzazione dei suoi capolavori per aver dato il suo contributo alla creazione di una istituzione unica nel suo genere: il Museo dei Bozzetti, concreta testimonianza del ruolo assunto dalla Versilia in generale e da Pietrasanta in particolare nel panorama artistico internazionale."

 

"Pietrasanta, il circolo Rosselli e gli artigiani. E’ un onore ricevere questo riconoscimento. Pietrasanta è la mia casa" J.H. Sorensen

Biografia

Jorgen Haugen Sorensen, (Copenhagen, DNK, 1934)

Nel 1949 frequenta da autodidatta la Scuola d'Arte Applicata di Copenhagen. Nel 1951 prende parte alla collettiva Arte Moderna Danese a Copenhagen e a Gentofte, nel 1956 aderisce al gruppo "Les Decembristes" e nel 1957 presenta la prima personale alla Galleria Athenaeum di Copenhagen. Nel 1958 partecipa alla "XXIX Biennale" di Venezia.
Grazie ad alcune borse di studio, fra il 1960 e il '70 compie viaggi di studio e lavoro in Francia, Italia, Spagna e Germania, proseguendo nel frattempo l'attività espositiva.
Nel 1977 riceve il "Premio Europeo Biancamano" a Milano e nel 1979 la "Thorvaldsen Medal" in Danimarca. Nel 1988 assieme a Robert Jakopsen rappresenta la Danimarca nel parco scultura dei Giochi Olimpici di Seoul.
Lavora molti materiali: creta, gesso, alluminio, polietilene, vetro, resina, stoffa, ceramica, ferro, bronzo, marmo e granito.
Tantissime le personali: da Gaio, Porto e Castelo de Vide, Portogallo (2001); a Galleri Profilen, Århus (2001); Jorgen Haugen Sorensen, Vigeland Museum, Oslo, Norvegia (2002); Jorgen Haugen Sorensen e Eli Benveniste, Brondsalen, Copenaghen (2004); "That's Why They Call Them Dogs", Bornholm's Museum of Art (2004); "That's Why They Call Them Dogs", Felleshuset ther Nordischen Botshaften, Berlino (2004); "A New Agreement", Gallery Veggerby (2004); "Before and Soon after" Edison, Frederiksberg con Peter Lautrop (2005); Statens Museum for Kunst (2007), solo per citarne alcune.

Molto numerose anche le collettive, tra cui si ricordano la "Art Exchange Madras Scandinavia", Tamil Nadu, India (1994); "Human Touch", Trondheims Kunstforening, Norvegia (1995); "Mostra internazionale di scultura all'aperto", Gambarogno, Svizzera (1996); "Premio Internazionale di Scultura 'Constantino Nivola'" e Det Danske Akademi, Roma (1999).

Sue opere sono presenti nei maggiori musei danesi, nonché in musei in Svezia, Norvegia, Stati Uniti (Carnegie Institute, Pittsburgh, PA e MoMA, New York), Turchia, Inghilterra e Italia. Numerosi suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private soprattutto in Danimarca, ma anche in Italia, Corea, Turchia e Svizzera.

Nel 1973 arriva in Versilia dove inizia a lavorare presso lo Studio Sem. Nel frattempo la sua compagna, Jette Muhlendorph, inizia a collezionare modelli e lavori dei principali artisti attivi nella città di Pietrasanta fondando, nel 1984, il Museo dei Bozzetti con sede nel complesso di S. Agostino. Continua a realizzare le sue opere anche presso i Laboratori Bottega Versiliese, Emilio Buratti, Umberto Togni, Francesco Benedetto, il Laboratorio di formatura Alessandro Petrucci,e le Fonderie Artistica Versiliese, Da Prato e Mariani. Nella zona apuo-versiliese ha partecipato a diverse rassegne.


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