UGO INTINI: UNA VITA DA MEDIANO: il ricordo di G. M.

Ugo Intini, socialista, ha smesso di “correre”: si è spento il 13 Febbraio all’età di 82 anni. La definizione nel titolo non è mia: è di Antonio Foccillo il socialista laico sindacalista della UIL che è stato sempre dalla parte di quelli che stanno peggio, che hanno subito soprusi con la speranza di aiutarli ad emanciparsi ed a liberarsi dalle catene.

Ugo Intini ha avuto, secondo me, nel PSI una funzione molto simile a quella che Foccillo ha avuto nella UIL: hanno fatto un grosso lavoro di squadra,  corso tanto e costruito tante azioni per i “cannonieri” compagni di squadra che dovevano fare goal, vale a dire hanno svolto il lavoro che fanno i mediani nelle grandi squadre di calcio anche se poi il merito e l’ammirazione maggiore va sempre a quello che segna.

Chi tifava per le squadre dove “giocavano” Intini e Foccillo è rappresentato bene nel quadro di Pellizza da Volpedo: un folto gruppo di lavoratori che avanzano, senza bandiere, senza striscioni senza cartelli, ma con una forza immensa: non traspare violenza nei loro occhi ma determinazione.

Ugo Intini giornalista, saggista e politico ha servito sempre, nonostante tutto, la causa del socialismo libertario. Non ha mai lasciato il PSI e si è sempre adoperato per tenere in vita la fiammella del socialismo riformista. E’ stato una penna acuta, colta pungente, ma leale e rispettoso degli altri. E’ stato un uomo coraggioso intransigente che ha cercato di tramandarci la passione vera per la politica. I suoi maestri? Nenni e Pertini ligure come lui. Il suo più grande interlocutore Craxi.

Ho avuto la fortuna di averlo incontrato una volta a casa di mio fratello nel 1994 quando cercava di portare a termine l’impresa titanica di non far morire del tutto il PSI riallacciando i contatti con i tanti socialisti. Per sapere in forma più completa chi fosse Ugo Intini vi illustro brevemente quello che ha scritto.

Il primo libro, scritto insieme ad Enzo Bettiza ( un ex comunista che uscì dal PCI dopo l’invasione dell’Urss dell’Ungheria), fu LIB-LAB abbreviazione di liberale-laburista nel quale i due  analizzavano le prospettive del rapporto tra liberali e socialisti in Italia ed in Europa e la necessità di una politica liberal socialista: è la prima testimonianza della svolta liberal-socialista del PSI svolta pericolosissima per quelli che fino ad allora l’avevano fatta da padroni in politica, una svolta che segnò l’inizio della morte del PSI.

Nel 1995 dette alle stampe DEMOCRAZIA VIRTUALE ( come realtà virtuale esiste ormai una Democrazia Virtuale basata non sulla realtà ma sulla immagine che ne fornisce la Televisione. Nel 2000 scrisse LA PRIVATIZZAZIONE POLITICA ( privatizzata l’economia, il potere economico vuole privatizzare anche la politica sostituendosi ai partiti ed agli stati). Nel 2002 pubblica LA POLITICA GLOBALE ( l’economia è globale mentre la politica è rimasta intrappolata nei confini nazionali ormai anacronistici ed è per questo diventata ininfluente). L’ultima fatica editoriale del 2022 è stata TESTIMONI DI UN SECOLO DOVE Intini descrive facendo parlare con particolari interessanti 48 protagonisti e centinaia di comprimari del secolo breve. Questo libro va letto attentamente specialmente  quello che l’autore dice tra le righe per capire anche la fine del suo, del mio partito.

Non posso dimenticare che Intini venne “imitato” dal comico Corrado Guzzanti in più trasmissioni televisive spalleggiato da Serena Dandini sia sulla Rai che su Mediaset, non solo negli anni di Tangentopoli quando ancora era portavoce di Bettino Craxi con la Dandini che fra una battuta e l’altra gli chiedeva di ammettere le colpe dei socialisti con Guzzanti che alla fine chiedeva a Di Pietro di perdonare i socialisti, oppure rappresentandolo come un pappagallo che ripeteva acriticamente i pensieri di Craxi, ma anche dopo la fine di Tangentopoli con Craxi ormai fuori dalla politica, quando Guzzanti  in programmi perfino sportivi come MAI DIRE GOAL su Italia Uno dove Intini veniva raffigurato come l’ultimo soldato giapponese che pensava di essere in guerra quando il conflitto era ormai finito da tempo. Era solo satira? A mio modesto modo di vedere NO! In quella satira vi era una buona dose di cattiveria e pure di odio: si derideva Intini per deridere tutti i socialisti riformisti che non si allineavano alla nuova sinistra. Ne volete la prova?

Molte sono state le condoglianze espresse sui social da vari personaggi della politica ma ne ho scorta una che conferma quanto ho affermato con rammarico prima:  le condoglianze di Andrea Orlando. Questi ha postato sui social :

Un socialista onesto e colto, un militante tenace e coraggioso. Ci hanno diviso giudizi e posizioni politiche  ma è sempre restato forte il rispetto che nasceva da una comune speranza nel socialismo.

Ci sono nello scritto dell’On.Orlando almeno tre grosse imprecisioni:

- la prima quando afferma che Intini è stato un socialista onesto: caro onorevole il 90% dei socialisti erano e sono onesti. Un 10% prendevano le tangenti? Bene anche voi avevate almeno se non di più un 10 % di addetti alle tangenti e qui mi fermo perché avrei ancora altro di più grave da addebitarvi.

- poi quando afferma che il rispetto ha sempre prevalso: non è vero per anni non abbiamo avuto rispetto.

- per ultimo quando afferma di una comune speranza nel socialismo: quale socialismo onorevole, lo affermi ora, tu pensavi fino all’altro ieri all’eurocomunismo.

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